mercoledì 10 febbraio 2010

L'INIZIO COME LA FINE

I problemi che sorgono nel momento dell'inizio di una storia, sono quelli che poi ne causano la fine.

Dalla mia esperienza personale posso dire che i problemi iniziali erano dovuti a mancanza di chiarezza nei confronti di chi c'era prima di me, e mancanza di coraggio della persona con cui mi stavo impegnando, nel dire ad un'altra persona che da quel momento ci sarei stata io. Fin da allora ebbi il sentore e la paura che se e quando sarebbe finita, i motivi sarebbero stati proprio la mancanza di chiarezza e di coraggio.

Quando è iniziata, è stato il tempo e gli eventi a decidere che iniziasse, non lui. 
La sua insicurezza sarebbe stata interminabile se gli altri non avessero posto un limite al posto suo.
L'altra ha deciso di partire, io restavo, per cui tramite una "non scelta", al suo fianco ci sono capitata io.

Allo stesso modo è finita. 
La mancanza di chiarezza e di coraggio stavolta si è abbattuta contro di me.
Mancanza di chiarezza nel non saper dire in modo limpido che non c'era più alcun sentimento per me. Mancanza di coraggio nel non saper lasciare una persona.

Quando è finita, è stato il tempo e gli eventi a decidere che finisse, non lui. 
La sua insicurezza sarebbe stata interminabile se gli altri non avessero posto un limite al posto suo.
Lui continuava a dire di non sapere, io ho capito che stava accadendo quello che è accaduto alla persona di cui ho preso il posto circa 3 anni e mezzo fa, per cui ho deciso di sparire.


Sono transitata nella sua vita per caso. Non perché lui l'abbia mai voluto. O non voluto.
Guardandola da quest'ottica per me non è stato niente di così gratificante.

domenica 7 febbraio 2010

PEZZI DI PUZZLES

Provo pena e tenerezza. 
Per le persone deboli. 

Che non sanno chi sono e che per questo ogni giorno diventano quello che vorrebbero gli altri.
Che non sanno quello che vogliono, ma vogliono quello che vogliono gli altri.
Che non sanno ciò che gli piace, ma gli piace quello che piace agli altri.
Che non hanno una propria identità, ma la cercano imitando gli altri.
 

Tentativi goffi e mal riusciti di essere qualcun altro, per nascondere l'angoscia che si prova nel guardarsi dentro e non trovare niente. O almeno niente di originale e autentico. Niente che non sia stato rubato qua e là dalle personalità altrui.

Mediocri imitatori di amici, fratelli, conoscenti e sconosciuti.
Pezzi di puzzles diversi e male incastrati.

Proprio per questo non sapranno mai quello che vorranno veramente dalla vita. 
Perché hanno fatto propri modi di vita e interessi altrui, e quando si ritrovano a fare delle scelte, non hanno altro materiale che un melange sbiadito di opinioni contrastanti.

giovedì 4 febbraio 2010

STRALCI DI FANTASIA

Ho bisogno di cambiamenti.
Di nuove prospettive. Di nuovi orizzonti.
Ho voglia di ritornare sul campo di battaglia, di mettermi in gioco e di sfruttare le mie potenzialità.
La scrittura prima di tutto.
La definisco "l'unico efficace canale di comunicazione con me stessa" e per molto tempo è stata l'unica funzione a cui l'ho relegata. 
E se ne facessi un canale di comunicazione efficace non solo con me stessa ma anche col mondo?
Penso di aver parlato abbastanza con Melissa. 
La conosco fin troppo bene. 
Scrivere di lei, con lei e per lei è stato il modo migliore per guardarla dentro.
Ma ora è arrivato il momento di far fruttare questa profonda conoscenza di me stessa per parlare con gli altri.
Sento questa necessità crescere dentro di me ed essere vicina alla maturazione. 
Un piccolo ruscello che diventa torrente, e stanco degli argini che lo imprigionano è in procinto di straripare.


Stralci di fantasia.
Fluttuano nella mente e si incamminano nell’infinità del mondo.
Inarrestabili e instancabili assorbono frammenti di esperienze.
In attesa di un loro ritorno immagino il modo migliore per dar loro voce.
Forse non torneranno.
Forse sono io che li devo rincorrere.
Fluttuare con loro e abbandonarmi a quell’infinità senza opporre resistenza.
E nella loro immensità mi voglio perdere.

domenica 31 gennaio 2010

STRADE OPPOSTE

Ce l'ho fatta.
Ho preso una decisione definitiva per chi non aveva il coraggio di farlo.
Ho dato voce a una volontà altrui che si manifestava da mesi ma non trovava il coraggio necessario per essere esternata.

E così quel coraggio lo deve prendere chi quella volontà non l'avverte. Ma va bene così. Vuol dire che nella vita sarò in grado di affrontare anche decisioni difficili. E saprò decidere anche per chi non è in grado di farlo.

Cuore e ragione ti consigliano strade opposte, e quella che prevale ti indica il cammino, anche se spesso ti fa sbagliare. Visto che quella del cuore mi ha portata ad un vicolo cieco perché la persona che cercavo l'aveva abbandonata da tempo, ora ho preso la strada della ragione, interpretando i pensieri e i sentimenti di colui che avevo di fronte e realizzando il suo desiderio. Quello che provo io non importa più, perché anche il sentimento più grande se non ricambiato non è altro che carta straccia. E' come andare in un paese straniero con una moneta non accettata.

Saremo di nuovo estranei. 
Le rispettive vite proseguiranno lontane e saranno sconosciute l'uno all'altra. 
Quel filo che le legava è stato reciso.

Almeno una vita l'ho resa più felice, alleggerendola dalla pesantezza della mia presenza.

sabato 30 gennaio 2010

IL PRINCIPIO DELLA PIGRIZIA


Può l'amore trasformarsi in odio?
Questa domanda spaventa un po', ma non è per niente banale. Sono sentimenti estremi, sono sentimenti opposti, ma può succedere. Il tempo scorre, si entra in circoli viziosi, spirali che ci aggrovigliano e che non hanno fine, evoluzioni che non si vedono e non si vedranno.

E qui tornano alla mente reminiscenze di fisica; il primo principio della dinamica è spuntato fuori dall'area-ricordo della scuola:

"un corpo permane nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme a meno che non intervenga una forza esterna a modificare tale stato"

E' una legge che non vale solo per i corpi, ma anche per i sentimenti.

Io più che "principio della dinamica" l'avrei chiamato "principio della pigrizia".
E' un sistema di pigri il mondo. 
Ecco come i circoli viziosi diventano interminabili, o almeno continuano il loro moto fino a che non interviene qualcuno a sbarrarli con la creazione di un nuovo cambio di stato.
E' nel momento in cui non si argina l'interminabile circolo vizioso dell'indecisione su un sentimento, che l'amore inizia il suo percorso verso l'odio. Perché un amore che non trova risposta, per inerzia tende a sfibrarsi, tende a marcire, fino a che non si decompone e confluisce nel suo opposto.


Finire una storia vuol dire andare contro l'inerzia e applicare il primo principio della dinamica. Per questo ci vuole una grande forza, la forza di modificare lo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme.
Decidere di ricominciare richiede una forza ancora maggiore, perché vuol dire andare incontro a un nuovo cambiamento di stato.

Quindi chi non ha avuto la forza di lasciare, come potrà mai trovare la forza di ricominciare?

"In assenza di forze, il moto rettilineo uniforme dall'amore all'odio prosegue il suo percorso inarrestabile."


Purtroppo questo dimostra che il quesito iniziale ha risposta affermativa.

venerdì 29 gennaio 2010

UN BIGLIETTINO D'AUGURI A ME STESSA

La mezzanotte è passata. Il tuo ventiduesimo compleanno è arrivato. Buon compleanno. Quanti pensieri ti passano per la testa? Una giovane testolina colma fino all’orlo. Ti ricordi un anno fa? Dicevano di te “un musetto tanto bello e simpatico”. Lo sei ancora. Magari non per chi te lo scrisse, ma per te stessa. Sono orgogliosa di te.

Oggi hai dimostrato che “ti pieghi ma non ti spezzi”: i pensieri ti impedivano di concentrarti, per questo temevi di non farcela, invece la tua piccola vittoria l’hai avuta. Sei stata lucida nonostante tutto. E anche se dentro te è l’inferno, ti sai vestire di paradiso, e i tuoi obiettivi non li perdi di vista. Mai. Complimenti, bella prova.

Tu, che sai tirare fuori le unghie anche se te le rosicchi, tu che sei così fragile e così forte allo stesso tempo, tu che sei così preziosa.

Amati, prima di amare chiunque. Nessuno merita l’amore che sei in grado di dare più di te stessa, nessuno sa apprezzarlo meglio di te stessa, nessuno, oltre a te.

Rialzati, prima che sia troppo tardi. Prima che tu perda la voglia di farlo. Rialzati e vola più in alto. Puoi arrivarci, puoi arrivare ovunque con la tua forza.

Non fermarti dove non sei voluta. Chi ti perde proverà rimpianto. Chi ti troverà e sarà all’altezza di custodirti per sempre sarà felice ogni giorno di averti accanto.

Non disperare. Hai tutte le potenzialità per avere il meglio. E forse troverai quello che vuoi.

Buon compleanno dolce Memy. E non piangere. E’ il tuo compleanno, asciuga quelle lacrime e inizia un nuovo anno della tua vita con un sorriso, e con nuovi orizzonti.

mercoledì 27 gennaio 2010

CHE NE DICI DI UN CAFFE'?

Penso ad un caffè rifiutato circa un anno e mezzo fa.


Penso ad un invito a trascorrere una serata insieme rifiutato a priori per rispetto della persona che era al mio fianco.


Penso a quanto sono costati a quella persona il coraggio di rifarsi viva, di chiamarmi, di dirmi chi era e perché mi chiamava.


Penso a quei messaggi in incognito che mi inviava prima di uscire allo scoperto e penso che non c’ero minimamente arrivata a pensare che potesse essere proprio lui.


Penso che tutto questo adesso mi fa sorridere.


E che mi è venuta voglia di quel caffè e di quell’uscita per raccontarci le nostre vite.


Chissà se dopo un anno e mezzo l’invito è ancora valido?


E’ una persona che non vedo da quattro anni. Che è stata molto importante per me. Che un posticino nel mio cuore se l’è conquistato e mantenuto, anche se è cambiato il suo ruolo, ed ora a quel posticino nel cuore guardo con tenerezza per i ricordi adolescenziali che mi rievoca.


Vorrei trovare lo stesso coraggio che ha trovato lui un anno fa per rilanciare l’invito. 
Ma non so niente di lui, magari potrei creargli dei problemi rifacendomi viva ed è l’ultima cosa che vorrei.


Avesse avuto un profilo facebook, msn o una mail sarebbe stato più facile, perché è inutile negarlo, gli approcci davanti a uno schermo sono molto più facili. Prendere il telefono e chiamare è altra cosa.


Contattare un Profilo o un Indirizzo è più facile che contattare una Persona. Forse è per questo che quando non c’era l’invadente sovraffollamento di tecnologie i rapporti che le persone intessevano erano più sinceri, più voluti, più veri. Perché si cercava solo chi si voleva cercare veramente. Non si contattavano mille persone solo perché avevano un viso carino. Non si facevano gli auguri di buon compleanno a persone viste una volta nella vita…perché non ci stava un social network a dirti che “oggi è il compleanno di tizio”! Si facevano gli auguri solo alle persone di cui ci si ricordava il giorno della loro nascita perché si reputavano importanti.


E il bello è che il social network tutti questi “conoscenti-sconosciuti” li chiama “amici”. Derubando anche a questa parola l’importante significato che porta con sé. Svuotando non solo i rapporti, ma anche le parole che si utilizzano per dare una collocazione ai rapporti stessi.

Più la maglia dei rapporti interpersonali si infittisce e più si fa debole.



E siamo talmente abituati agli escamotages offerti dalla rete da non essere più capaci di alzare il telefono per chiamare una persona importante e invitarla a parlare di noi davanti ad un caffè. 
E ammiro immensamente lui, che nella rete non c'è mai caduto.