Commovente.
Come le strade sterrate e macchiate di sole e di ombre preservino emozioni e sensazioni di una vita intera.
Come l'odore immutato dell'erba tagliata o il rosso dei papaveri che coraggiosi sbucano nei campi di grano proteggano, fin da quand'ero bambina, le inquietudini e le riflessioni più intime.
Rispettosi custodi del mio vivere altalenante.
Testimoni fedeli delle prime cadute in bicicletta.
Delle prime ferite d'amore.
Di quelle più adulte e feroci.
Delle speranze sfumate nell'impotenza e sfociate nella rabbia.
Lo spazio della riflessione, è il passeggiare con se stessi nella campagna di sempre.
Solcare da anni le stesse strade, eppure trovarle sempre nuove.
Perché sempre nuova è l'inquietudine che ci ha spinto a percorrerle.
Trovarle sempre nuove, eppure sentirsi protetti dal più familiare degli abbracci:
Quello della natura che ci ha visti crescere.
Correre, arrancare, stancarci, gridare, piangere, soffocare.
E rinascere ogni volta, in primavera.
domenica 19 maggio 2013
giovedì 18 aprile 2013
Gli occhi dello scrittore
Gli scrittori, li riconosci dall'onestà degli occhi.
Il loro sguardo, profondo e attento, non è mai un ladro.
Prende in prestito le storie dal mondo, e poi gliele restituisce, sempre.
Con l'umile grandiosità di una parola eterna.
Il loro sguardo, profondo e attento, non è mai un ladro.
Prende in prestito le storie dal mondo, e poi gliele restituisce, sempre.
Con l'umile grandiosità di una parola eterna.
martedì 2 aprile 2013
(sotto)vuoto
A colpi di spugna.
Eppure restano tracce.
Memorie d'inganni fatati.
Morbido torpore, culla di beatitudine.
Improvvisi risvegli su letti di spilli.
Assenze gelide di ombre immaginarie.
giovedì 7 marzo 2013
Stare bene con se stessi ...
"Stare bene con se stessi per stare bene con gli altri."
Sacrosanto. Ma non basta.
Gli estremismi rovinano. Le idee. Le persone. L'umanità.
Umanità non in quanto genere umano.
Umanità in quanto "ricordarsi vagamente che in fondo in fondo, in un luogo non meglio precisato, siamo esseri UMANI" e se non la smettiamo di sfrattare dalla nostra condizione questa indiscutibile verità, finiremo davvero per perderla definitivamente.
Imbrutiti e soli.
Ecco a cosa ci ha portato la massima "stare bene con se stessi per stare bene con gli altri".
Siamo arrivati alla versione menoduepuntozero. Involuzione.
Stiamo talmente bene da soli, che gli altri non li cerchiamo più.
Personal trainer di noi stessi, ci siamo incitati, in maniera peraltro molto credibile con frasi del tipo "Io basto a me stesso" "Io non ho bisogno di nessuno" "Io posso farcela da solo in qualsiasi circostanza". Io. Io. Io.
Incoraggiamenti da cheer leader per la nostra anima quando siamo rimasti scottati e soli, sono finiti per diventare un precetto di vita.
"Io basto a me stesso" ci ha fatto dimenticare che, con tutto il rispetto per chi "si basta", è comunque meglio "avanzare", perché "avanzare" vuol dire anche "andare avanti".
"Io non ho bisogno di nessuno" ci ha fatto dimenticare che, se può farci sentire onnipotenti vedere che sappiamo camminare per mille chilometri in salita con 100 chili sulle spalle, ogni tanto dà sollievo smezzare il peso e perdersi in un abbraccio.
"Io posso farcela in qualsiasi circostanza" ci ha fatto dimenticare che sì, siamo bravi a resistere in mezzo al fetore di una discarica e nonostante tutto abbozzare un sorriso, ma se qualcuno ci offre un riparo pulito da un'esistenza di merda, beh forse si può ridere di cuore.
Tutti maestri di sopravvivenza siamo diventati. Tutti a superare prove di resistenza.
Abbiamo imparato a stare da soli.
Bravi, complimenti.
Com'è che finiva la prima frase?
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venerdì 1 marzo 2013
SENZA USCITA.
Implosione.
Soffocamento introflesso.
In me.
Per salvarvi. Per salvarti.
Da me.
Implosione.
venerdì 15 febbraio 2013
Condanne
Orgoglio che non mi fai dire,
Impazienza che non mi fai aspettare,
Stratega mai lo sono stata.
Diffidente verso il mondo per natura.
Stanca di guardarmi le spalle.
Abbasso le difese. Sono vulnerabile.
Mi condanno e mi assolvo.
Cento volte al giorno.
Mi assolvo e mi condanno.
Per l'ostinata purezza.
E sorrido di me,
d'amore e di tenerezza.
Impazienza che non mi fai aspettare,
Stratega mai lo sono stata.
Diffidente verso il mondo per natura.
Stanca di guardarmi le spalle.
Abbasso le difese. Sono vulnerabile.
Mi condanno e mi assolvo.
Cento volte al giorno.
Mi assolvo e mi condanno.
Per l'ostinata purezza.
E sorrido di me,
d'amore e di tenerezza.
venerdì 25 gennaio 2013
CAOS
Impetuosa.
Cavalco la vita, impetuosa.
Prendo a morsi la strada. Impaziente.
Impaziente, aspetto.
Ricoperta di felicità. Scalpito.
Insaziabile di felicità. Salto.
Ingorda.
Vestita di sorrisi e scrollate le ceneri, vivo di vita l'attesa sospesa.
Grido i colori e Respiro i silenzi.
Tremo di dubbi e Tingo i ricordi.
Attacco memorie e ripongo frammenti.
Spero sospiri e Sussurro segreti.
Caos primordiale.
Da non riordinare.
Fluisce, si slega, non si spiega.
Spiega le ali e spezza traiettorie.
Caos.
Supremo non-senso del vivere denso.
Cavalco la vita, impetuosa.
Prendo a morsi la strada. Impaziente.
Impaziente, aspetto.
Ricoperta di felicità. Scalpito.
Insaziabile di felicità. Salto.
Ingorda.
Vestita di sorrisi e scrollate le ceneri, vivo di vita l'attesa sospesa.
Grido i colori e Respiro i silenzi.
Tremo di dubbi e Tingo i ricordi.
Attacco memorie e ripongo frammenti.
Spero sospiri e Sussurro segreti.
Caos primordiale.
Da non riordinare.
Fluisce, si slega, non si spiega.
Spiega le ali e spezza traiettorie.
Caos.
Supremo non-senso del vivere denso.
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